Calcolo pignoramento di stipendio e pensione
Quanto può essere trattenuto ogni mese dal tuo stipendio o dalla tua pensione, e quanto resta protetto: il quinto, il minimo vitale, il triplo dell’assegno sociale sul conto corrente (art. 545 c.p.c., importi 2026).
Come funziona il pignoramento di stipendio e pensione
Il pignoramento presso terzi (artt. 543 e seguenti c.p.c.) permette al creditore di farsi pagare direttamente dal datore di lavoro, dall’ente pensionistico o dalla banca. La legge fissa però dei limiti a tutela di chi vive di quel reddito: sono quelli che questo strumento applica.
Stipendio: il quinto
Per i crediti ordinari lo stipendio netto è pignorabile fino a un quinto (art. 545 c. 4 c.p.c.). Per i crediti alimentari la misura è decisa dal presidente del tribunale, di solito un terzo (c. 3). Se concorrono più cause il totale non supera la metà (c. 5). Per l’Agenzia Entrate-Riscossione le frazioni sono ridotte: un decimo fino a €2.500 netti, un settimo fino a €5.000, un quinto oltre (art. 72-ter D.P.R. 602/1973).
Pensione: il minimo vitale
La pensione non può essere pignorata per la parte pari al doppio dell’assegno sociale, e comunque per almeno €1.000 al mese (art. 545 c. 7). Nel 2026 l’assegno sociale è €546,24, quindi il minimo vitale è €1.092,48. La parte eccedente è pignorabile nei limiti previsti per lo stipendio: un quinto per i creditori ordinari.
Conto corrente
Se stipendio o pensione sono già stati accreditati sul conto quando la banca riceve il pignoramento, è impignorabile la somma pari al triplo dell’assegno sociale (€1.638,72 nel 2026); l’eccedenza può essere presa per intero (art. 545 c. 8). Gli accrediti successivi al pignoramento seguono invece i limiti ordinari del quinto e del minimo vitale.
Cosa non copre questo strumento
- Il concorso di più pignoramenti nello stesso momento e la ripartizione tra creditori.
- Pignoramenti dell’INPS per indebiti previdenziali (art. 69 L. 153/1969) e la compensazione tra prestazioni.
- Indennità e assegni impignorabili per natura: assegno di invalidità civile, indennità di accompagnamento, assegno unico.
- Cessione volontaria del quinto e delegazione di pagamento, che si sommano al pignoramento con regole proprie.
Domande frequenti
Quanto possono pignorare dello stipendio?
Al massimo un quinto dello stipendio netto per i debiti ordinari, come prestiti, bollette o condominio (art. 545 c. 4 c.p.c.). Per gli alimenti la misura la decide il giudice, di solito un terzo. Con più pignoramenti insieme non si può superare la metà dello stipendio.
Qual è il minimo vitale della pensione nel 2026?
€1.092,48 al mese, pari al doppio dell’assegno sociale 2026 (€546,24). Sotto questa soglia la pensione non è pignorabile; sopra, il creditore può trattenere fino a un quinto della parte eccedente (art. 545 c. 7 c.p.c.).
Quanto può pignorare l’Agenzia Entrate-Riscossione?
Meno degli altri creditori: un decimo dello stipendio netto fino a €2.500, un settimo tra €2.500 e €5.000, un quinto oltre €5.000 (art. 72-ter D.P.R. 602/1973). Per la pensione vale prima il minimo vitale, poi la stessa frazione sull’eccedenza.
Possono pignorare i soldi sul conto corrente?
Sì, ma stipendio e pensione già accreditati sono protetti fino al triplo dell’assegno sociale, cioè €1.638,72 nel 2026 (art. 545 c. 8 c.p.c.). Quello che supera questa soglia può essere preso per intero. Le mensilità accreditate dopo il pignoramento seguono i limiti del quinto e del minimo vitale.
La tredicesima e il TFR sono pignorabili?
La tredicesima segue le stesse regole dello stipendio: un quinto. Il TFR è pignorabile nella misura di un quinto quando viene liquidato (art. 545 c. 4). Non sono pignorabili invece l’indennità di accompagnamento, l’assegno di invalidità civile e l’assegno unico per i figli.
Cosa fare se il pignoramento supera i limiti?
Si può proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) davanti al giudice dell’esecuzione, che riduce la trattenuta. Se sul conto c’è stato prelevato più del consentito, si chiede la restituzione. Conviene farsi assistere: i termini sono brevi e il calcolo va documentato con buste paga o cedolini.
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