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Calcolo imposte di successione

Quanto si paga sull’eredità: imposta di successione per ogni erede in base al grado di parentela e alla franchigia, più imposta ipotecaria e catastale se ci sono immobili. Aliquote e franchigie del D.Lgs. 346/1990, in autoliquidazione dal 2025.

Per ciascuno indica il grado di parentela con il defunto e il valore della quota ricevuta (beni immobili al valore catastale). Non sai le quote? Usa il calcolo delle quote ereditarie.

Erede 1
Erede 2

Somma dei valori catastali (rendita rivalutata × coefficiente) degli immobili in eredità. Lascia 0 se non ci sono immobili.

Come si calcolano le imposte di successione

L’imposta di successione (D.Lgs. 346/1990, reintrodotta dal D.L. 262/2006) si calcola per ciascun erede sul valore della quota che riceve, al netto di una franchigia che dipende dal grado di parentela. Se nell’eredità ci sono immobili si aggiungono l’imposta ipotecaria e quella catastale.

Aliquote e franchigie

  • Coniuge, figli e genitori (parenti in linea retta): 4% sulla parte che supera €1.000.000 per ciascun erede.
  • Fratelli e sorelle: 6% sulla parte che supera €100.000 per ciascun erede.
  • Altri parenti fino al 4° grado (nipoti, zii, cugini) e affini fino al 3° (suoceri, generi, cognati): 6% senza franchigia.
  • Tutti gli altri, compreso il convivente di fatto: 8% senza franchigia.
  • Erede con handicap grave (L. 104/1992): franchigia di €1.500.000 qualunque sia il grado (art. 2 c. 49-bis D.L. 262/2006).

Immobili: ipotecaria e catastale

Sugli immobili si pagano l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di €200 ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti per la prima casa, entrambe si pagano in misura fissa di €200 e l’agevolazione si estende a tutti i coeredi. Il valore catastale si ottiene dalla rendita rivalutata del 5% moltiplicata per il coefficiente della categoria (110 per la prima casa, 120 per le altre abitazioni).

Autoliquidazione dal 2025

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l’imposta non viene più liquidata dall’Agenzia delle Entrate: la calcola l’erede nella dichiarazione di successione e la versa entro 90 giorni dal termine di presentazione (12 mesi dal decesso), anche in rate. L’Agenzia controlla entro due anni. È stato abolito il coacervo successorio: le donazioni fatte in vita non riducono più la franchigia (D.Lgs. 139/2024).

Cosa non copre questo strumento

  • Il calcolo del valore catastale dai dati della visura e le passività deducibili (debiti, spese funebri fino a €1.550).
  • Esenzioni particolari: titoli di Stato, TFR e polizze vita, aziende e partecipazioni trasferite a coniuge e discendenti che continuano l’attività.
  • Imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali dovuti con la dichiarazione.
  • Beni all’estero e convenzioni contro le doppie imposizioni.

Domande frequenti

Quanto si paga di tasse di successione tra genitori e figli?

Il 4%, ma solo sulla parte della quota di ciascun figlio che supera €1.000.000. Sotto questa soglia l’imposta di successione è zero. Se ci sono immobili restano dovute l’imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%), oppure €200 + €200 fisse con l’agevolazione prima casa.

La franchigia vale per ogni erede o per tutta l’eredità?

Per ogni erede: ciascun figlio ha la propria franchigia di €1.000.000, ciascun fratello di €100.000. Dal 2025 non si tiene più conto delle donazioni ricevute in vita (abolizione del coacervo), quindi la franchigia si applica per intero alla quota ereditata.

Quanto paga il convivente di fatto?

L’8% sull’intero valore ricevuto, senza franchigia, come qualsiasi persona non legata da parentela. Il partner di un’unione civile è invece equiparato al coniuge: 4% oltre €1.000.000. Per proteggere il convivente conviene valutare testamento, polizze o altri strumenti con un professionista.

Come si calcola il valore catastale di una casa?

Si prende la rendita catastale, la si rivaluta del 5% e la si moltiplica per il coefficiente della categoria: 110 se è la prima casa dell’erede, 120 per le altre abitazioni (A, C), 140 per B, 60 per uffici e negozi (A/10 e D), 40,8 per C/1 ed E. Per i terreni: reddito dominicale rivalutato del 25% × 90.

Quando e come si pagano le imposte di successione?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso. Ipotecaria, catastale, bollo e tributi speciali si pagano con la dichiarazione. L’imposta di successione, dal 2025, si autoliquida e si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione, anche a rate (20% subito e il resto in 8 o 12 rate trimestrali).

Si deve presentare la dichiarazione se l’eredità è piccola?

No, se l’eredità va a coniuge e parenti in linea retta, non supera €100.000 e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (art. 28 c. 7 D.Lgs. 346/1990). In tutti gli altri casi la dichiarazione è obbligatoria anche se l’imposta risulta zero.

Risultati indicativi, arrotondati all’euro. Lo strumento copre i casi più frequenti e non sostituisce una valutazione professionale. Hai un caso concreto? Parla con un avvocato.